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lunedì 2 luglio 2012

ALBERTO RADIUS - Gente di Dublino - 1982




01 - alberto radius - lombardia
02 - alberto radius - se il mare c'e'
03 - alberto radius - non metteteci la bomba
04 - alberto radius - labirinto
05 - alberto radius - ole
06 - alberto radius - centro campo
07 - alberto radius - pane amore e fantasia
08 - alberto radius - gente di dublino
09 - alberto radius - paura di volare

tnx  maxbravo(a2)
sul sito www.dallatorre.net - aggiornamento n.179
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martedì 1 marzo 2011

ALBERTO RADIUS - Please me guitar - 2004 - pagina aperta a tutti i visitatori



01 - alberto radius - nella clessidra che và
02 - alberto radius - il calcio è un'altra cosa
03 - alberto radius - dietro le sbarre
04 - alberto radius - please me guitar
05 - alberto radius - di qualcosa
06 - alberto radius - collage
07 - alberto radius - oh w
08 - alberto radius - album di famiglia
09 - alberto radius - rimini e me
10 - alberto radius - sul pianeta che non c'è

tnx belfagor
informazioni su
dopobasta.blogspot.com

sabato 14 novembre 2009

ALBERTO RADIUS - Radius - 1972



LP molto raro - visto su ebay a 349 euro

Il suo primo album da solista, tra le massime rarità del prog italiano anche se non particolarmente rappresentativo del genere, uscì nel 1972 quando la Formula Tre era ancora attiva, ed è una specie di jam session con importanti musicisti dell'epoca, tra cui Franz Di Cioccio della Premiata Forneria Marconi e Demetrio Stratos e Giulio Capiozzo degli Area insieme a Gianni Dall'Aglio Vince Tempera che furono più tardi con Radius nel Volo. L'album fu prodotto da Lucio Battisti dietro il misterioso nome di Lo Abracek. Questo lavoro è costituito da sei brani quasi interamente strumentali dove l'ottima chitarra di Alberto Radius si inerpica per strade allora abbastanza sconosciute al pubblico medio italiota, lunghe improvvisazioni con venature jazzistiche dal sound vagamente Hendrixiano. Rock 1 è un unico fraseggio di chitarra distorta, intramezzato da pause che servono per lo più a permettere alle corde di riposare, mentre più classica, per l'incedere hard rock è Prima E Dopo La Scatola dove la voce di Radius, abbastanza roca si fa ben sostenere da due Fake al basso e batteria, tali Pappa e Ciccia . La lunga e orientaleggiante Area è uno di quei brani in cui uno aspetta che prima o poi sbocchi in qualcosa di diverso, più ritmato invece tende a ripetersi all'infinito fra gli arabeschi chitarristici e la sezione ritmica sempre ripetitiva tipica dei live del periodo dove, per far riposare la voce, si improvvisavano lunghe jam-session. Già con la Formula 3 Alberto Radius intitolò una traccia col suo nome (Rapsodia di Radius) qui invece si accontenta di chiamare il pezzo solamente Radius, abbandonando i desideri di rapsodie varie.
Canzone dagli inizi epici dove la Fender Stratocaster si incendia letteralmente fra le dita di Alberto ricco di cambi di ritmo e assoli, la parte ritmica è totalmente mancante e l'abilità chitarristica ricorda tantissimo il Blackmoore purpliano di Space Truckin' nella versione di Made In Japan. Il Mio Cane Si Chiama Zenone, come si arguisce dal titolo è un pezzo allegro dall'inizio quasi rock 'n 'roll con inserti classicheggianti quasi alla Roll Over Beethoven, anche se in alcuni tratti ricorda molto Funì Culì Funì Culà, poi la chitarra insegue se stessa fra la cassa destra e la cassa sinistra quasi a volerci far provare il nostro impianto stereo. Il finale trascinante mi fa capire perché ho sempre ritenuto Radius il più grande chitarrista Italiano. Demetrio Stratos voce nella blueseggiante To The Moon I'm Going rendono questo lavoro ambito dai collezionisti ma temo che sia il pezzo meno riuscito del lavoro fra ripetitive improvvisazione e una sezione ritmica che non lascia segno. Insomma un lavoro che più che un album assomiglia molto di più ad una serata fra amici un po' alticci, dove qualcuno addirittura nasconde il proprio vero nome. Comunque un lavoro che può interessare i cultori del prog italiano anche se nulla aggiunge ad altri lavori più blasonati. Più avanti negli anni Radius conoscerà anche il successo del grande pubblico col brano Il Ghetto tratto dal bellissimo Carta Straccia dove il nostro abbandonerà il progressive per dedicarsi di più al rock d'autore.
recensione da debaser

1 - alberto radius - rock no.1
2 - alberto radius - to the moon i'm going
3 - alberto radius - radius
4 - alberto radius - prima e dopo la scatola
5 - alberto radius - area
6 - alberto radius - il mio cane si chiama zenone

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