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domenica 24 maggio 2009

ANACLETO ROSSI - Archivio privato



Anche questa settimana viene a trovarci sul nostro blog il professor Evaristo Benito Paracarro (meglio conosciuto come Conte Tacchia) autorevole esperto della musica italiana di oltresecolo. Ci manda questa selezione tratta dalla sua raccolta personale di oltre 199mila vinili. Attualmente è ricoverato per una crisi epilettica dovuta ad un eccessiva visione di film porno in bianco nero (ricordiamo che ha 102 anni).La sua conoscenza musicale è immensa e nei momenti di lucidità racconta anedotti veramente incredibili. Siamo lieti di riaverlo tra noi e sarà presente ogni settima finchè Dio vorrà.

Versioni assolutamente originali rippate da vinile
esclusiva del sito

Anacleto Rossi, è nato a Firenze nel 1890 ed è morto sempre a Firenze nel 1968. Ha coltivato la passione del canto, studiando sia come autodidatta che sotto la guida di insigni maestri. Nella vita ha fatto vari mestieri, ma non ha mai fatto il cantante di professione. Non amava esibirsi di fronte ad uditori numerosi, anche se gli capitava abbastanza spesso di farlo negli ambienti ristretti e riservati delle nobili e aristocratiche case fiorentine dell'epoca. Verso la fine degli anni '20 e negli anni '30, tuttavia, ha inciso oltre un centinaio di dischi - molti tanghi ma non solo - andati in buona parte perduti, prevalentemente per le etichette FONIT e BRUNSWICK, marca distribuita allora per l'Italia dalla FONIT stessa. Rifacendosi al mitico Gardel,al quale peraltro assomigliava anche fisicamente,fu un vero signore del tango.
N.D.R. recensione di conte tacchia - non si garantisce l'autenticità e la provenienza

01 - Per Voi, Signora!....
02 - Apri Il Tuo Veron, Ciquita
03 - Sono Tre Parole
04 - Machaquita
05 - Come La Neve
06 - Canzone Di Mirka
07 - L'edera
08 - Sinceramente!....
09 - Anuscka, Tu M'hai Rubato Il Cuore
10 - Tango Dell'amore
11 - Piccolo Nido
12 - Signora...Addio
13 - Ricordati di me

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sabato 4 aprile 2009

CARLO BUTI - Archivio privato



Anche questa settimana viene a trovarci sul nostro blog il professor Evaristo Benito Paracarro (meglio conosciuto come Conte Tacchia) autorevole esperto della musica italiana di oltresecolo. Ci manda questa selezione tratta dalla sua raccolta personale di oltre 189mila vinili. Attualmente è ricoverato per una crisi epatica dovuta ad un eccessivo uso di stimolanti sessuali (ricordiamo che ha 102 anni).La sua conoscenza musicale è immensa e nei momenti di lucidità racconta anedotti veramente incredibilidi. Siamo lieti di riaverlo tra noi e sarà presente ogni settima finchè Dio vorrà.

Versioni assolutamente originali rippate da vinile
esclusiva del sito

Carlo Buti nasce a Firenze nel 1902, e muore a Montelupo Fiorentino nel 1963.
Di lui le enciclopedie musicali dicono soltanto: "Fu celebre negli anni trenta per il suo repertorio melodico-sentimentale innestato sui modi dello stornello popolare toscano". Nient'altro per un cantante dall'impostazione vocale molto seria (aveva studiato con Raoul Frazzi, maestro di Gino Bechi) e che in realtà "cavalcò" la musica leggera italiana per quasi trent'anni. Perché se si vuole parlare con cognizione di causa della canzone italiana - o, meglio: all'italiana - si deve per forza parlare di lui: cantò ed incise su disco in pratica tutto quel che gli autori composero tra il 1929 ed il 1956, circa 1574 canzoni da lui diffuse in tutto il mondo. Celeberrimo in patria, fu famosissimo anche negli USA e soprattutto in Sud America: ognuno di noi, di qualsiasi età, ha nella memoria almeno Faccetta nera, oppure Dove sta Zazà, Il primo amore non si scorda mai, Fiorin fiorello l'amore è bello… solo alcuni tra gli innumerevoli successi di colui che fu la causa del primo boom discografico in Italia, quando vendere mille copie di una canzone era un traguardo irraggiungibile per tutti gli altri.
N.D.R. recensione di conte tacchia - non si garantisce l'autenticità e la provenienza.

01 - Non Dimenticar Le Mie Parole
02 - Se Vuoi Goder La Vita
03 - Chitarra Romana
04 - Firenze Sogna
05 - Maria La
06 - Mamma
07 - Bambina Innamorata
08 - La Romanina
09 - Torna Piccina
10 - Reginella Campagnola
11 - La Maschietta
12 - Luna Malinconica
13 - Faccetta Nera
14 - Nostra Casa

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giovedì 19 marzo 2009

AURELIO GABRE' - Archivio privato



Evviva. Abbiamo anche noi un recensionista. E mica uno qualsiasi. Viene a trovarci sul nostro blog il professor Evaristo Benito Paracarro (meglio conosciuto come Conte Tacchia) autorevole esperto della musica italiana di oltresecolo. Ci manda questa raccolta tratta dalla sua raccolta personale di oltre 159mila vinili. Evaristo vive nella sua tenuta di famiglia vicino a Latina insieme alla sua attuale moglie Veronica di 42 anni. Compie tra pochi mesi 102 anni. Piccante in ogni sua affermazione è veramente un personaggio del quale il blog non poteva a meno. La sua conoscenza musicale è immensa e nei momenti di lucidità racconta anedotti veramente incredibili.
Siamo lieti di averlo tra noi e sarà presente ogni settima finchè Dio vorrà.

Biografia molto lacunosa per quanto riguarda sia il cognome all’anagrafe (Aurelio Cimata, oppure Cimmati) sia le date di nascita e di morte – 1888 o 1890 la prima, 1945 o 1946 la seconda – nonché la città in cui si spense (alcuni indicano Prato, altri Siena e altri ancora Ascoli Piceno) di uno fra i più popolari cantanti italiani della prima metà del Novecento, che vide il suo apogeo negli anni ’10 e ’20. Allievo di Rodolfo Falvo (ex interprete di varietà divenuto celebre come autore di “Guapparia”), si specializza nella canzone napoletana e – dopo il debutto al Teatro Maffei di Torino (1913) – già a partire dal 1914 figura nel cast artistico di Piedigrotta. Raffinato ed elegante nella proposta del repertorio, con uno stile sobrio e lontano dagli eccessi dannunziani, miete successi prima nell’ambito del café chantant poi in quello del tabarin, approdando infine all’avanspettacolo negli ultimi anni senza realizzare l’ambizione a lungo coltivata di inserirsi fra le voci della radio dell’epoca. Tra i suoi principali successi “Tango delle capinere”, “Quel ritmo americano” e “Miniera
Fratello di Michele Cimato, anch'egli cantante con il nome d'arte di Miscel, Gabrè debutta al Teatro Maffei di Torino nel 1913. In quell'anno le case produttrici di grammofoni sono già 46, solo l'anno prima il disco aveva sostituito il cilindro e a Milano veniva fondata la Società nazionale del grammofono. Con un'impostazione da tenore leggero, è il primo che tenta di uscire dagli schemi del tabarin raccontando sentimenti comuni in un'epoca in cui le canzoni di moda, interpretate da Gino Franzi o da Anna Fougez, sono popolate da figure di prostitute e gigolò sulla strada del vizio. Artista eclettico, capace di passare dalla patriottica La Canzone del Piave (E. A. Mario, 1918) alle canzoni napoletane del varietà, nel 1914 viene inserito nella Piedigrotta Poliphon e ha successo cantando Napule! (Murolo-Tagliaferri, 1919), Brinneso (Bovio-Valente, 1922) - il cui primo interprete, Gennaro Pasquariello, alla prima esecuzione in pubblico concesse ben undici bis del brano - Piscatore 'e Pusilleco (Murolo-Tagliaferri, 1925) e molte altre, tanto è vero che in quel periodo viene paragonato allo stesso Pasquariello e al compositore-cantante Giovanni Donnarumma (Napoli, 1877-1949). Gabrè esprime i buoni sentimenti con una retorica piccolo-borghese, ha una tecnica più da fine dicitore che da cantante e per lui, dalla metà degli anni Venti, gli autori Cesare Andrea Bixio e Bixio Cherubini firmano un successo dopo l'altro, come Tango delle capinere (1928), Miniera (1927) o Scintilla (1928), nel quale la donna traditrice muore con l'amante nella casa deputata agli incontri clandestini. In Italia si balla il tango, approdato in Europa nel 1913, il foxtrot, osteggiato dalla chiesa cattolica, il charleston e il black bottom; nel 1924 il Partito Nazionale Fascista ordina di presentare le canzoni straniere con parole tradotte e il 17 novembre 1927 nasce l'EIAR. Raffinato d'aspetto e sobrio sulla scena, Gabrè tenterà inutilmente di entrarvi come cantante, nonostante il suo repertorio costituisse una sorta di easy listening dell'epoca. Interprete della cosiddetta canzone-feuilleton, nel 1928 firma un contratto con la Parlophone e viene allineato, volente o nolente, alla linea culturale del regime fascista, che intende contrastare il maledettismo del tabarin e della nuova musica d'oltreoceano: il jazz. Il programma del 1929 dedicato ai ritmi, Eiar Jazz, viene abolito l'anno dopo mentre Gabrè canta Quel ritmo americano (Frassinett, 1929) e Villico black bottom (Rulli-Bruno, 1928).Mentre Miscel continua la strada aperta del fratello, esibendosi a Roma tra il 1925 e il 1935 e impersonando in maniera più esplicita e meno innovativa i modelli della cultura italica imperante, mammona e deamicisiana, Gabrè scompare gradualmente dalle scene e muore probabilmente in Toscana, subito dopo la fine della guerra.
N.D.R. recensione di conte tacchia - non si garantisce l'autenticità

01 - Aurelio Gabré - Tango Delle Capinere
02 - Aurelio Gabré - Quel Ritmo Americano
03 - Aurelio Gabré - Miniera
04 - Aurelio Gabré - Senza Fretta
05 - Aurelio Gabré - Re Di Cuori
06 - Aurelio Gabré - Allegri Scapoli
07 - Aurelio Gabré - Scintilla
08 - Aurelio Gabré - South America
09 - Aurelio Gabré - Villico Black Bottom
10 - Aurelio Gabré - Naja
11 - Aurelio Gabré - La Leggenda Del Piave
12 - Aurelio Gabré - Chimere

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