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mercoledì 27 febbraio 2008

SANREMO 2008 - seconda serata




Primo superospite straniero della serata: il commissario Rex, dire che questo è un festival da cani sarebbe troppo semplice…
Mario Venuti apre le danze, anzi le “canze”. Orecchiabile, movimentata ma poteva fare meglio. Per quelli della radio sembra Gino Paoli arrangiato dagli Hanson. Presenza femminile della serata è Bianca Guaccero, una “in-the-fessa” attrice di fiction. “E’ stata una sfida trovare una come lei” dice Baudo. Già, di sosia di Manuela Arcuri ancora più incapaci dell’originale, per fortuna non ce ne sono molte in giro. Però nel complesso mi piace di più rispetto alla Osvart.

Amedeo Minghi vince il premio “canzoneconlestrofepiùlunghedisempre”. Vecchiume, anche nell’abbigliamento. Ma dove va con quel dolcevita?

Giovani: La scelta. World music con un testo un po’ banale. Non so se scelgo di ascoltarli un’altra volta. Mah, forse sì.

Giò di Tonno e Lola Ponce. Finalmente ho capito chi sono: “quelli di quel miusicol scritto da quel nano con tanti capelli” (da non confondere con i miusicol scritti dal nano con pochi capelli). Brano quasi disneyano, liberamente ispirato a “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri. Canzone di grande impatto sul pubblico, ma a me non fa né caldo né freddo.

Giovani: Sonohra, un duo maschile a cui piace cantare con la chitarra in mano. I soliti zeroassolutismi. Bocciati. (uhm, dov’è che l’ho già letta questa?)

Gianluca Grignani non fa neanche in tempo a scendre la scalinata che inizia subito a tacchinare la Guaccero. Il brano è un classico dei suoi, del quale non rimane nulla. Se avere stile significa ricalcare continuamente i propri passi…

Giovani: Jacopo Troiani, 17 anni ma è più alto di Chiambretti. E’ lo Zac Efron della Garbatella. Ecco, queste sono le cose che io non sopporto, non sopporto, NON SOPPORTOOOOO della musica italiana. La canzone di Troiani sarebbe vecchia anche in bocca a un ottuagenario, che tristezza.

Tipica canzone Sanremese per Mietta, che funziona trenta secondi e poi te la dimentichi. Peccato, non avremo mai più un nuovo “trottolino amoroso”.

Giovani: Rosario Morisco, militare dell’Esercito prestato alla musica. Un mix tra Alex Britti e Fabrizio Moro, soprattutto per la paraculaggine del testo. Melodia formata da quattro-note-quattro, meglio che torni in missione di pace.

Momento “shining”, sicuro picco d’ascolto: avvolta in un piumone Bassetti, Loredana Bertè canta una canzone discretamente rockeggiante ma un po’ antiquata (però posso dire che non mi ha completamente fatto schifo?). Occhiali neri, mesh al borotalco, non si lava da tre giorni. Amy Winehouse: guarda e impara!

Dopo il momento più atteso della serata, i tempi sono maturi per far vedere la zuffa al dopofestival tra Mario Luzzatto Fegiz e Toto Cutugno. I due parlano di soldi e di andare in Russia insieme: turismo sessuale per la terza età.

Ottimo aggancio per introdurre l’esibizione di Little Tony. Quanta lacca userà quest’uomo per tenere su la cotonatura? Ce ne vorrebbe un po’ anche per tenere su la canzone, dallo stile eccessivamente parrocchiale.

Giovani: Ariel. Si ispira a “Jessie Stone” dice Chiambretti, “Eh sì, Jessie Stone era qui l’anno scorso” conferma Baudo. Discreta presenza scenica, canzone inutile.

Ovazione del pubblico per i Tiromancino. Testo impegnato e polemico, si parla di mobbing e dell’articolo diciotto, ma io avrei preferito delle lyrics ispirate al gossip sulle vicende amorose di Zampaglione e della Gerini. Non mi convince.
Finalmente i Finley: quelli della Gialappa’s fanno il mio stesso pensiero di fronte al primo piano del cantante (come si chiama, Pedro? Fedro?): ha il naso rifatto (e malissimo, peraltro). Mi impegno più che posso per essere obiettivo (sisisi): una esibizione che compete con quella che potrebbe fare il mio intestino crasso dopo un’indigestione di frittura di calamari. La canzone ricorda un po’ quelle dei Velvet, perlomeno all’inizio, poi si perde in una interpretazione pessima.

Giovani: Francesco Rapetti, figlio di Mogol, porta una canzone scritta a quattro mani con papà. Francesco è già noto alle cronache (giudiziarie) per aver firmato l’orrendo inedito “Amore e Mistero” per Federico Angelucci di Amici l’anno scorso. Vorrei, dal profondo, dire qualcosa di pessimo su “Come un’amante”, ma questa è una delle canzoni più decenti che ho sentito stasera. Citazioni da “Con il nastro rosa”, da “In alto mare” e da altri classici. Arrangiamento semplice ed accattivante, però vorrei riascoltarla prima di promuoverla definitivamente.

Sergio Cammariere, un uomo, un obitorio. La canzone è molto “Costa Crociere” (cit. Raidiresaremo).

Giovani: Valeria Vaglio. Aiuto, chi è? Laura Pausini ai tempi de “La solitudine”?

in collaborazione con
http://chissenefrega.wordpress.com

martedì 26 febbraio 2008

SANREMO 2008 - prima serata


Sigla lunga e noiosissima, ma bella la scenografia di Gaetano Castelli con un diamante da millemila carati al centro. Gianni “largo ai gggiovani” Morandi omaggia la musica italiana e mi fa già passare la voglia di guardare questa roba. Alla radio, in diretta con la Gialappa’s, ci sono Paola e Chiara. E ciò mi fa pure passare la voglia di ascoltare Radiodue… Pippo Baudo si fa attendere e mentre Chiambretti (che di solito c’è, ma stasera neanche tanto) intrattiene il direttore Del Noce, salgono sul palco dodici cloni di Pippo Baudo: “sembra Matrix girato con i mezzi delle fiction italiane”, dicono alla radio. Paura, questi me li sogno stanotte.

Il festival è iniziato da venti minuti e non si è ancora vista un po’ di gnocca. Che fine hanno fatto le vallette? Se nel 2007 Superpippo aveva scelto per affiancarlo una unica primadonna/showgirl a 320 gradi (scusate, ma 360 mi sembravano un po’ tropppi per la Hunziker), quest’anno si torna all’antico. Baudo si affida alla colaborazione in co.cco.dè della classica valletta mora e di quella bionda. Stasera dovrebbe essere il turno di Andrea Osvart, mai sentita nominare prima d’ora.

Paolo Meneguzzi (te pareva!) apre il 58mo Festival della canzone italiana. Bisogna riconoscergli il merito che per la prima volta nella sua breve carriera ha avuto il coraggio di cambiare quei quattro soliti accordi. Ma la canzone non è per niente “grande“.
C’è la telepromozione, telepromozione: Mike Bongiorno e Orietta Berti (o che sia Fiorello travestito da Orietta Berti?) nello show Infostrada “Rischianiente”. Non manca proprio nessuno, solo un geriatra.

Meneguzzi, intervistato alla radio, confessa che il suo nuovo album sarà in stile “Backstreet Boys”. Pablo al posto di Nick Carter, subito!
Arriva la Osvart, canta in playback doppiata da se stessa mentre si sta strozzando con un cubetto di spezzatino. Non mi dispiace, ma non è il mio tipo, sembra un po’ sfigata, mi ricorda Sharon Stone ai tempi della chemioterapia (la “Ricciarelli magra” suggerisce Chiambretti). Andrea dimentica un mazzo di fiori sul palco e Pierino lo passa al maestro Pippo Caruso dicendo: “tenga, li metta sulla tomba”. Qui ho riso.

Arriva L’aura con Basta. Verrà “crocifissa dalle giurie”, pronostica la Gialappa’s. Un po’ ruffiana nel testo e nella melodia, mi piace molto. D’altronde lei è una dei “favoriti che so già che mi deluderanno“. Per il momento non l’ha fatto, brava. Secondo me con l’arrangiamento del disco, slegata da quello forzatamente orchestrale, sarà addirittura meglio.

Giovani: Milagro, un duo maschile a cui piace cantare con la chitarra in mano. I soliti zeroassolutismi. Bocciati.

E’ il momento di Toto Cutugno e il suo “falco”. La canzone non sarebbe proprio malvagia, musicalmente parlando, solo esageratamente classica. Proprio troppo.
Frankie Hi Energy è già stato eletto vincitore morale dalla blogosfera. Pensavo di dover fare un sforzo per ascoltare il suo pezzo, “Rivoluzione”, invece sono fiero di fare ammenda e, seppur io non sia un amante del genere, devo riconoscere le qualità del brano. Frankie entra a sorpresa a far parte dei miei personali favoriti. Sarà un tormentone.

Giovani: Andrea Bonomo, mi concentro e provo a pensarci un po’ su, ma non credo che il panorama musicale italiano abbia bisogno di lui. Proprio per questo potrebbe anche vincere.

La scenografia si smembra e l’orchestra viene proiettata nell’iperspazio. Davvero spettacolare. Arrivano nientepopodimenoché i protagonisti di High School Musical, ma non quelli che tutti noi conosciamo molto bene, causa battaglie carampane di lunga data (ovvero Zac Efron, Vanessa Hudgens e Ashley Tisdale), ma tre patetici finti teenager italiani che farebbero una magra figura anche davanti a Fioretta Mari di Amici e invece qui ce li propinano come se fossero i più grandi artisti del millennio. Non approvo. Per me esistono solo Zac e Vanessa foreveeeeer!! (ops, scusate, mi sono lasciato prendere…)

Fabrizio Moro. Dopo questa strofa: “Riabituarmi a mangiare, a guardare un film, a dormire insieme, a non aver paura dei miei cattivi odori” sento la necessità di assentarmi un attimo.

Giovani: Frank Head, tre tamarri proletari che preferiscono fare finta di cantare anzichè andare a lavorare. Mi rifiuto di commentare questa porcheria cantabile solo in un centro sociale occupato abusivamente.

Anna Tatangelo dice “fighe” in diretta (stava parlando di se stessa?), ma a lei si perdona tutto. Bella ed elegante, peccato che soffra della sindrome di Katie Holmes: come avere vent’anni e dimostrarne sessantaquattro, anche (e purtroppo, nel suo caso), sotto il profilo musicale. Che nervoso vederla sprecata a cantare queste lagne melancoliche dagli accenti sdruccioli.

Interminabile marketta di Carlo Verdone e Geppi Cucciari. Personalmente non li ho trovati particolarmente divertenti, sarà che manca una certa originalità di fondo, come nel prossimo cantante.
Michele Zarrillo. Diretto dal Maestro Peppe Vessicchio, ribattezzato Vessucchio alla radio (anche qui ho riso). Noia, come previsto.

Nel frattempo la Gialappa’s si accorda con Paola e Chiara per mettere in atto l’attentato dell’anno al Festival. Le sorelle Iezzi si prendono l’incarico di pronunciare le parole “Red Carpet” a tradimento durante la loro esibizione di venerdì (saranno le groupie di Zarrillo).

Giovani: Melody Fall, la nuova band pre-esame-di-maturità con licenza di uccidere: già soprannominati “Tokio Hotel italiani”. Alla radio ci si interroga se siano o meno “emo”. Ma questi più che altro sono “scemo”. Truccatissimi e pettinatissimi (il cantante sembra appena uscito dal casco del peggior salone di parrucchiera di periferia) sono addirittura peggio dei Tokio Hotel. Stonature a manetta, canzone scontatissima ma molto probabilmente funzionerà. Mi prenoto per ospitare su questo blog la prossima guerra tra le fanzzz scatenate.

Lenny Kravitz (Jenny Crazy, secondo un aneddoto dei Gialappi) si è scofanato un bue: è grosso quasi quanto Gianni Sperti. Grande momento di televisione quando Lenny confida a Baudo che la sua canzone italiana preferita è Donna Rosa. Pippo parte col piano e Kravitz balla con Chiambretti (certo che per prendere due lire di SIAE, sta Donna Rosa Baudo ce la infila dentro proprio dappertutto!).

Un po’ Gipsy King, un po’ festa paesana, un po’ accampamento nel deserto. Eugenio Bennato racconta i drammi del meridione. Bel brano, di qualità, niente da dire. Non arriverà primo in nessuna classifica, ma meriterebbe.

Giovani: Daniele Battaglia, figlio dei Pooh. Ha già all’attivo un paio di immeritati successini radiofonici supportati dai suoi colleghi di Radio Italia. Canta davvero malissimo. Il pezzo all’inizio sembra discreto, poi peggiora anche a causa dell’incapacità interpretativa del cantante. Poverino, comprendiamolo, dover lottare tutti i giorni per primeggiare su Francesco Facchinetti dev’essere assai frustrante.

Impossibile dire qualcosa di negativo su Max Gazzè: “il solito sesso” è nel suo stile, testo originale, arrangiamento minimale. Però una canzone del genere a mezzanotte e un quarto è decisamente pesante, mi cala la palpebra.

Giovani: Valerio Sanzotta, ovvero un Lucio Battisti look-a-like canta De Andrè, con qualche richiamo a Edoardo Bennato. Potrebbe trovare un suo pubblico, nel complesso non mi è dispiaciuto, ma non comprerei mai un suo mp3.

Giovani: Giua, “una specie di Marcuzzi”, secondo Radiodue. A me sembra Maria Luigia di Amici. Tori Amos secondo Chiambretti, ma ce l’avrà una personalità propria? Non proprio, infatti in radio diventa presto “La nuova Mario Castelnuovo” e “la nuova Grazia di Michele”. Da spedire fuori a calci.

Ultimo big: Tricarico. Il mio nuovo mito! Chiambretti lo deride prima della canzone, Pippo Baudo e il pubblico lo deridono dopo. Non emette suono quando interrogato, non imbrocca mezza nota neanche a pagarlo quando canta. Venerdì farà un duetto con il Mago Forest e potrebbe essere il top del trash.

in collaborazione con

lunedì 25 febbraio 2008

SANREMO 2008 - Scommesse (2)



Aggiornamento lunedi 25 febbraio

Il Festival di Sanremo, in onda da questa sera, con la controprogrammazione delle altre reti azzerata non conosce solitamente rivali per cio' che riguarda l'audience. Il bookmaker anglosvedese 'Unibet' ha deciso di bancare gli ascolti per la prima parte del festival: l'anno scorso, sono stati pari al 43,80% di share con 12.452.000 telespettatori. Per il bookie, riporta 'Agipronews', il limite e' fissato a 12,5 milioni secchi. Quote a specchio, a 1.85, per un ascolto sopra o sotto tale cifra.

In italia, i pronostici sul vincitore degli scommettitori 'Sisal Match Point' danno ancora per favorita Anna Tatangelo, la cui quota, inizialmente a 10.00, e' scesa fino ad arrivare a 5.00.

La cantante di Sora e' seguita da Mietta (8.00), che all'apertura del gioco era offerta a 16.00, e dal duo Gio' di Tonno-Lola Ponce (8.00), la cui offerta iniziale era di 20.00. Incrementi anche nelle quotazioni dei Tiromancino (10.00), di Sergio Cammariere (12.00) e di Fabrizio Moro (16.00). Nelle ultime ore 'Sisal MatchPoint' ha registrato una crescita delle giocate anche su Toto Cutugno (30.00) e L'Aura (18.00). Si attendono comunque ulteriori cambiamenti all'indomani della prima serata del Festival.

Per quanto riguarda le scommesse sul vincitore, Anna Tatangelo e' la favorita anche oltre i confini nazionali, a quota 4.50, seguono i Tiromancino a 7.50, con Sergio Cammariere e il duo Ponce-Di Tonno a spartire il terzo gradino del podio a quota 8.00.
fonte Adnkronos

SANREMO 2008 - Ultime novità




Il cartellone di Sanremo è ormai chiuso. Ancora un paio di caselle libere e il Festival edizione 58 avrà il suo cast. Si era detto niente comici, ma per la serata di debutto, quella di lunedì 25, Baudo ha messo sotto contratto una garanzia come Carlo Verdone. Ancora senza nome, invece, l’attore che parteciperà alla finale. Per la terza puntata, quella di giovedì 28, il regolamento prevede che i 20 campioni eseguano «la prop r i a canzone in versione “riadattata” affiancati da artisti ospiti italiani e/o stranieri». E in questi giorni tutti, manca solo Paolo Meneguzzi, hanno fatto la loro scelta.

Il colpo più grosso lo ha messo a segno Frankie Hi-Nrg, il suo rap («Rivoluzione») sarà impreziosito dalla presenza di Simone Cristicchi, vincitore 2007 del Festival. Anna Tatangelo ha invitato l’americano Michael Bolton, 50 milioni di dischi venduti con la sua voce tenorile e uno dei pochi a fare concorrenza a Gigi D’Alessio in quanto a miele. Little Tony chiamerà Mario Reyes e la Gipsy Kings Family. Sono volati in Sudamerica invece i Finley che avranno sul palco la messicana Belinda, due volte vincitrice dei Latin Grammy, Giò di Tonno e Lola Ponce che saranno con un gruppo di tango argentino e Sergio Cammariere che per la sua bossa nova (che celebra i 50 anni del genere) sarà affiancato dalla star brasiliana Gal Costa.

Alleanza fra generazioni per Fabrizio Moro e Gianluca Grignani. Il vincitore fra i Giovani 2007 si appoggerà a Gaetano Curreri degli Stadio; il secondo si esibirà con i Nomadi, perfetti per il rock melodico di «Cammina nel sole». Per la pacifista «Basta!», L’Aura avrà il sostegno di Rezophonic, progetto benefico che raduna molti nomi della scena indierock con in prima fila Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. Va a pescare nel passato Mario Venuti che ha riunito per l’occasione i suoi Denovo, band catanese Anni 80. Resta in famiglia Eugenio Bennato che avrà l’appoggio della moglie Pietra Montecorvino, voce roca ed espressiva, nella taranta «Grande sud».

Mietta avrà i cori a cappella dei Neri per caso mentre Michele Zarrillo si affiderà a Paola & Chiara. Due donne anche per Max Gazzè: Marina Rei e Paola Turci. Affiatamento garantito visto che i tre sono stati in tour assieme la scorsa estate. Sarà interessante vedere come «Il solito sesso», telefonata-monologo, si adatterà alla formazione in trio. C’è chi ha preferito strumentisti virtuosi. Ai Tiromancino si aggiungerà il sax del jazzista Stefano Di Battista. Lo stralunato Tricarico invece è in trattava con l’altrettanto stralunato Mago Forest. Amedeo Minghi non vuole nessuno fargli ombra e ha scelto le meno note Giulia De Donno all’arpa e Stefania Cuneo al piano. C’è spazio anche per qualche vecchia gloria appassita. Loredana Bertè duetterà con Spagna mentre Toto Cutugno torna, come nel 2005, con Annalisa Minetti.

fonte corriere.it