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mercoledì 3 ottobre 2012

STEFANO ROSSO - ... e allora senti cosa fò - 1978


Il secondo Lp inciso dal cantante. Versione assolutamente originale rippata da vinile

01 - stefano rosso - colpo  di stato
02 - stefano rosso - libertà... e scusate se è poco
03 - stefano rosso - ...e allora senti cosa fo'
04 - stefano rosso - reichiana
05 - stefano rosso - e intanto il sole si nasconde
06 - stefano rosso - odio chi
07 - stefano rosso - l'osteria del tempo perso
08 - stefano rosso - c'era una volta (e ancora c'è)
09 - stefano rosso - bologna '77
10 - stefano rosso - domani è un alto giorno
11 - stefano rosso - letto 26 (seconda parte)

tnx belfagor
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giovedì 29 dicembre 2011

STEFANO ROSSO - Live at the station - 1999 - pagina aperta a tutti i visitatori


















01 - stefano rosso - il treno
02 - stefano rosso - elusive butterfly
03 - stefano rosso - candyman
04 - stefano rosso - today
05 - stefano rosso - parlato
06 - stefano rosso - everybody's talkin'
07 - stefano rosso - like a sad song
08 - stefano rosso - blues for gary
09 - stefano rosso - nashville rag
10 - stefano rosso - we don't live here no more
11 - stefano rosso - blues
12 - stefano rosso - home on the range
13 - stefano rosso - over the rainbow
14 - stefano rosso - galopeira
15 - stefano rosso - scarborough fair

tnx ancomarzio
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sabato 10 settembre 2011

STEFANO ROSSO - Live@Jailbreak in Roma 20-11-03 - pagina aperta a tutti i visitatori



01 - stefano rosso - intro
02 - stefano rosso - nuvole
03 - stefano rosso - libertà... e scusate se è poco
04 - stefano rosso - letto 26
05 - stefano rosso - blowin'in the wind
06 - stefano rosso - deep river blues
07 - stefano rosso - manù
08 - stefano rosso - canzone per chi
09 - stefano rosso - galopeira
10 - stefano rosso - everybody's talking
11 - stefano rosso - una canzone disonesta
12 - stefano rosso - i wanna be your man
13 - stefano rosso - la banda degli zulù
14 - stefano rosso - compleanno
15 - stefano rosso - e allora senti cosa fò
16 - stefano rosso - valentina
17 - stefano rosso - blind lemon blues
18 - stefano rosso - odio chi
19 - stefano rosso - medley (bis)

tnx arianna (a1)
cover art vulKano
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sabato 4 giugno 2011

STEFANO ROSSO - Mortacci - 2007



Questo è il penultimo disco autoprodotto dal cantautore, prima della sua improvvisa morte (settembre 2008). Non abbiamo molte notizie su questo CD, stampato in pochissime copie (si dice mille ma sono di più), introvabile da sempre nei negozi e sul web, acquistabile direttamente con una semplice richiesta al suo indirizzo mail. Siamo venuti in possesso di una copia del lavoro, che presentiamo qui con ottima qualità. Ascoltatelo e ritroverete un Stefano Rosso quasi alle origini (detto da lui).
Titolo raro - release unica

01 - stefano rosso - mortacci
02 - stefano rosso - il treno dei papaveri
03 - stefano rosso - dio c'è
04 - stefano rosso - il poeta stanco
05 - stefano rosso - mamma jole
06 - stefano rosso - ballantine
07 - stefano rosso - i fiori del male
08 - stefano rosso - giordano bruno

tnx arianna
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venerdì 1 maggio 2009

STEFANO ROSSO - Una storia disonesta - 1976



Quando viene pubblicato il suo primo 33 giri, Stefano Rosso è in realtà già attivo da vari anni nel mondo musicale: il primo 45 giri, Io e il vagabondo/La bambina di piazza Cairoli, inciso insieme al fratello, risale al 1969, ed ha avuto varie collaborazioni con artisti come Gianni Morandi, Mia Martini e Claudio Baglioni, e proprio quest'ultimo porta il cantautore alla RCA Italiana, che gli propone un contratto per tre album e gli affianca Antonio Coggio come produttore. Dopo il buon successo riscosso dal 45 giri Letto 26/...ci siamo ancora noi, pubblicato a giugno del 1976, nell'autunno dello stesso anno vengono registrate negli Studi RCA di Roma le canzoni dell'album, tutte scritte dallo stesso Rosso, che si firma però con il suo vero nome, Stefano Rossi. Sull'etichetta è riportato come anno il 1976: tuttavia il disco viene distribuito nei negozi a gennaio del 1977.
La copertina raffigura gli occhi ed il cappello dei Stefano Rosso in basso, mentre sul retro vi è il resto del viso e il mezzobusto, mentre fuma una sigaretta; in basso sono riportati questi versi del cantautore: « ...e seppure venisse un "inventore di canzoni" valuta il suo lavoro con onestà poiché anche lui getta semi per raccogliere frutti e grani... ». Il disco ottiene un buon successo, come del resto il 45 giri che ne viene tratto, Una storia disonesta/Anche se fosse peggio, certamente per la title track, molto programmata dalle radio libere dell'epoca ed entrata nella storia della canzone italiana per il riferimento allo spinello nei versi del ritornello « Che bello, due amici una chitarra e uno spinello... », che gli porta anche un servizio a lui dedicato dal programma Odeon. Tutto quanto fa spettacolo. In realtà anche le altre canzoni sono molto rappresentative dello stile di Stefano Rosso, ed uniscono i richiami alla tradizione popolare romanesca con i riferimenti musicali al country e al bluegrass, mettendo in evidenza l'abilità chitarristica del cantautore con il finger picking, mentre i testi spaziano dall'ironia e dal sarcasmo a toni più intimi ed autobiografici.
Il disco si apre con Girotondo, ballata acustica a cui segue La banda degli Zulù, canzone allegra ed ironica in cui un gruppo di hippy sfaccendati vengono criticati da tre personaggi che li osservano, evidentemente benpensanti, ma che nel finale del brano si rivelano essere « ...un magnaccia, un ladro e un contrabbandiere ».
Manù racconta la storia di un vecchio gitano, ed è seguita dalla già conosciuta Letto 26, che traendo lo spunto da una sua degenza in ospedale (al letto 26) per una tonsillitectomia racconta la sua vita a Trastevere, in via della Scala (dove all'epoca Stefano Rosso abitava); il lato A si chiude con Non gioco più.
Sul retro, dopo la title track, Il circo torna all'ironia, descrivendo l'Italia con la metafora di un circo dove si alternano le esibizioni dei vari personaggi, dal pagliaccio all'equilibrista; segue la delicata Basta un'ora sola, poetica descrizione del tempo che passa: « perché il tempo passa e vola e porta tutto via con se, e gli basta un'ora sola perché un povero sia re ». Pane e latte è un valzer che descrive la famiglia di origine del cantante (« e distillando le rassegnazioni a casa mia producevamo sogni, babbo e mamma dirigenti, io coi miei fratelli semplici operai ») e la paragona nel finale a quella attuale (« e distillando le rassegnazioni a casa mia noi produciamo sogni, io e mia moglie dirigenti, i nostri figli semplici operai »): la morale è che pur passando le generazioni i poveri restano sempre poveri. Compleanno è una riflessione sulla nascita e sulla vita (« e il 7 di dicembre stavo là, è nato un fiocco azzurro sul portone »), mentre la canzone conclusiva, Anche se fosse peggio, è un valzer con un testo in cui, con la consueta ironia, Stefano Rosso riflette sulla vita (« Ho visto cantautori matti, / ladri autodidatti, /ministri senza portafoglio mai, /ho visto tanta neve a Roma, / tanti con la chioma, dischi con un giro in più, / e cari amici adesso lo confesso, / se potessi tutto rifarei.../ E non sarò un poeta / ma anche se la vita fosse peggio / non la tradirei »).

LATO A
Girotondo - 2:04
La banda degli Zulù - 2:37
Manù - 3:25
Letto 26 - 3:25
Non gioco più - 4:18

LATO B
Una storia disonesta - 2:43
Il circo - 3:52
Basta un'ora sola - 2:03
Pane e latte - 1:45
Compleanno - 3:14
Anche se fosse peggio - 3:00

tnx arianna
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mercoledì 17 settembre 2008

STEFANO ROSSO - Raccoltina



Impara a suonare la chitarra da un suo amico nel retrobottega di un fruttivendolo, sviluppando poi la sua cultura musicale nei night e nelle osterie. Il suo stile è piuttosto semplice, una voce caratterizzata dalla erre moscia ed il tono colloquiale, con testi ironici, dissacranti e spesso autobiografici e musiche che conciliano la canzone popolare romanesca con il country e il folk americano, spesso con arpeggi in finger picking molto elaborati e mai banali. Inizia a suonare insieme al fratello, formando il duo Remo e Romolo; ed è sempre con il fratello che avviene il suo debutto discografico, con un 45 giri inciso nel 1969 con lo pseudonimo di "Arca di Noè", e pubblicato dalla Vedette: i due brani si intitolano "Io e il vagabondo" e "La bambina di piazza Cairoli", il disco però non riscuote successo.
Inizia quindi ad esibirsi da solo, e nel 1974 scrive due sue canzoni, "C'è un vecchio bar nella mia città" e "Valentina", che vengono interpretate da Baglioni nel programma televisivo "Ritratto di un giovane qualsiasi" trasmesso nell'agosto 1974; Baglioni non inciderà mai su disco queste due canzoni, e del resto lo stesso Rosso pubblicherà solo "Valentina" qualche anno dopo nel disco "Bioradiofotografie". Finalmente nel 1976 esce un suo 45 giri "Letto 26", che partendo da una sua degenza in ospedale (al letto 26) per una tonsillitectomia racconta la sua vita Trasteverina, in via della Scala (dove all'epoca Stefano Rosso abitava), e che riscuote un discreto successo; pochi mesi dopo viene pubblicato "Una storia disonesta", in cui, in un racconto ironico e divertente post-sessantotto, faceva capolino, forse per la prima volta nella canzone italiana, lo Spinello. Negli ultimi anni Stefano Rosso riprese a fare concerti e a pubblicare dischi, spesso live o strumentali per chitarra acustica. Da segnalare la particolarità del cd "Live at the station" registrato nel 1999 in una sala d'aspetto di una stazione. Gli ultimi lavori dell'artista sono stati "Fingerstyle guitar" e "Live at the Folk Studio" del 2003, "Banjoman" del 2004, "Lullaby of birdland" del 2006, "Mortacci" del 2007 e "Piccolo Mondo Antico" del 2008.
Stefano Rosso, appartenente alla cosiddetta Scuola romana dei cantautori, è morto a Roma. Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 7 dicembre.

CD1
E Allora Senti Cosa Fo'
Anche Se Fosse Peggio
C'era Una Volta E Ancora C'è
Colpo Di Stato
Compleanno
Domani È Un Altro Giorno
Letto 26
E Intanto Il Sole Si Nasconde
Il Circo
Bologna 77
L'osteria Del Tempo Perso
La Banda Degli Zulù

CD2
Reichiana
Tre Fratelli
Una Storia Disonesta
Libertà ...E Scusate Se È Poco
Lettera A Un Pulcino
Canzone Per Chi
Odio Chi
Manù
Non Gioco Più
Pane E Latte
Passeggiata
Quando La Luna

tnx arianna

giovedì 28 agosto 2008

STEFANO ROSSO - Vado prendo l'America e torno - 1981



Nato a Roma il 7 dicembre 1948. Un "personaggio" atipico nel panorama della canzone d'autore italiano. Cantautore? Strumentista? Difficile definirlo. Canta con la erre moscia canzoni ironiche ma anche autobiografiche. Nelle sue canzoni si parla della nostra Italia ma anche di America, di rapporti con le donne ma anche di se stessi, a volte con amenità, sempre con l’arguzia da trasteverino puro. Stefano Rosso suona inoltre la chitarra da consumato strumentista, in perfetto stile finger-picking. Negli ultimi tempi, è riuscito raramente a registrare dischi e la sua popolarità si è un pò ridotta, ma il pubblico che lo apprezza gli è da sempre fedele. Ha pubblicato 14 CD/Lp ed 3 o 4 raccolte. Lo troverete presto di nuovo su questo blog

12 years old
Amerika
C'era una volta forse due
Charlestema di Charles
Lili's rag
Lilly del West
Lucky Dallas
Malati di Far West
Quella notte che Bessie cantò
Vado
Volo intro
Volo ountro

tnx belfagor
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