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sabato 25 febbraio 2012

AREA - Caution radiation area - 1974 - pagina aperta a tutti i visitatori



Rock progressivo Italiano, un ritorno agli anni ‘70

Degli Area si è già parlato nella presentazione del primo disco “Arbeit macht frei” del 1973. Caution Radiation Area è il secondo disco pubblicato nel 1974, dopo l'uscita del sassofonista Victor Edouard Busniello e del bassista Patrick Djivas e dell’arrivo di Ares Tavolazzi. Con questo disco gli Area approdano alla formazione storica, a cui si devono i 6 album registrati fra il 1974 e il 1977. In “Caution radiation area” il suono ne risulta più compatto e più estremo, sperimentale fino alla violenza sonora in “Lobotomia” dedicata alla terrorista Ulrike Meinhof, con aperture alla musica medio-orientale e sonorità orecchiabili in “Cometa rossa”. Atmosfere industriali all'inizio di “Crescita zero” denunciano l'alienazione della vita metropolitana, la mercificazione dell'individuo nell'ottica della produzione e del lavoro. Inquietanti, visionari, gli Area sembrano assalire l'ascoltatore con l'impatto di un pugno nello stomaco.
Recensione rete.


Formazione
Demetrio Stratos - voce, organo, percussioni, tamburello.
Ares Tavolazzi - basso, trombone, contarabasso
Paolo Tofani - chitarra, fluto, sintetizzatori
Patrizio Fariselli - tastiere, sintetizzatori, moog
Giulio Capiozzo - batteria, percussioni

Area - 01 - Cometa rossa
Area - 02 - ZYG (crescita zero)
Area - 03 - Brujo
Area - 04 - Mirage
Area - 05 - Lobotomia

tnx andrea1952(a2)
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sabato 3 settembre 2011

AREA - Arbeit macht frei - 1973 - pagina aperta a tutti i visitatori



Rock progressivo Italiano, un ritorno agli anni ‘70

Area - 1973 - Arbeit macht frei - Cramps Records (CRSLP 5101)
La prima formazione degli Area nacque intorno al 1970 ma, fino a quel momento, i suoi protagonisti non solo si erano già intrecciati più di una volta nel corso delle loro vite, ma ciascuno di essi aveva accumulato tante e tali esperienze, da lasciar presagire qualcosa di straordinario e inedito nel mondo discografico Italiano. La presentazione ufficiale di alcuni brani avviene nell'estate del 1973 durante una jam-session all'Altro Mondo di Rimini lasciando allibiti stampa e colleghi. Scritturati dalla Cramps di Gianni Sassi entrarono immediatamente in studio per esordire nel settembre del 1973 con il loro primo album: "Arbeit macht frei": un disco destinato a rivoluzionare la storia della musica Italiana. Sin dal controverso titolo (riportante la celebre frase di Diefenbach mostrata all'ingresso di molti lager nazisti), la copertina raffigurante un'angosciante scultura di Edoardo Sivelli e la famosa pistola di cartone all'interno, il long playing si preannuncia stridente e maledettamente provocatorio. Di fatto, l'ascolto è un vero schock.
Recensione ricavata dalla rete.

Formazione
Demetrio Stratos - voce, organo, percussioni, tamburello. 
Paolo Tofani - chitarra elettrica, sintetizzatori.
Eddy Victor Busnello - saxofono. 
Patrizio Fariselli - tastiere, sintetizzatori, moog.
Patrick Djivas - basso.  
Giulio Capiozzo - batteria, percussioni.

01 - Luglio, agosto, settembre (nero)
02 - Arbeit macht frei
03 - Consapevolezza
04 - Le labbra del tempo
05 - 240 chilometri da Smirne
06 - L'abbattimento dello Zeppelin

tnx andrea1952(a2)
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