venerdì 12 febbraio 2010

JURI CAMISASCA - La finestra dentro - 1974 - Pagina aperta a tutti i visitatori



Rock progressivo Italiano, un ritorno agli anni ‘70.

Juri Camisasca (pseudonimo di Roberto Camisasca) nato a Melegnano nel 1951 irrompe nel mondo discografico italiano nel 1975 con un album anomalo e surreale, “La finestra dentro”, prodotto da Franco Battiato e Pino Massara e pubblicato dalla BLA BLA. Il disco riceve critiche attente ed entusiastiche, e nonostante sia un’opera giovanile lascia trasparire l’intensità espressiva e la sensibilità musicale dell’artista, nonché il disagio e l’irrequietezza di un’epoca. Juri Camisasca era un ragazzo dell’hinterland milanese, ma sembrava che Franco Battiato l’avesse scovato in capo al mondo. Aveva 22 anni, ma ne dimostrava anche meno, tanto era timido, impacciato, quasi impreparato al contatto con gli altri. Parlava a sprazzi, con fare schietto e vagamente sognante. Ma quando imbracciava la chitarra si trasformava: una voce sorprendente, dai toni irruenti e allucinanti, per trasportare gli ascoltatori dentro i suoi incubi surreali. Nel 1975 partecipa al progetto progressivo sperimentale "Telaio Magnetico", per la durata di un piccolo tour nel Sud Italia, insieme a Franco Battiato, Mino Di Martino, Terra Di Benedetto, Roberto Mazza e Lino "Capra" Vaccina. Dal 1976 al 1987 si è ritirato a vita monastica. Nel corso degli anni ha collaborato ripetutamente con Franco Battiato e Milva, oltre che con Alice, per la quale ha scritto i brani Nomadi, Open your eyes e Il giorno dell'indipendenza (Festival di Sanremo 2000), e Giuni Russo, per la quale ha scritto Nomadi, Il carmelo di Echt e L'abisso del sesso. Un inquieto musicista che produce magistralmente quest'opera prima, oggi quasi introvabile, "La finestra dentro", un disco singolare di difficile classificazione, più vicino al prog che alla canzone d'autore, sconvolgente e disturbante dalla prima all'ultima nota. "Nel mio corpo ci sono delle fognature/tutti quanti le chiamano vene/ma dentro ci sono dei topi che corrono": con queste parole esordisce. I testi di Camisasca, crudi e visionari, esprimono un forte disagio esistenziale, e sono spesso esasperati da interpretazioni allucinate, come nell'iniziale "Galantuomo", dissonante e ossessiva, in cui il protagonista, tormentato dalle proprie negatività (i topi), cerca rifugio nell'autodistruzione. Il tema è ripreso, con toni più pacati, nella soave parentesi di "Ho un grande vuoto nella testa", prima di tornare ad atmosfere claustrofobiche, con due incubi surreali: nell'acustica e ipnotica "Metamorfosi" (molto kafkiana), un uomo, tramutato in insetto, vola verso un'illusoria e fatale libertà. Non va meglio al protagonista di "Scavando col badile", che si ritrova al centro della terra, in un inferno in cui gli animali dominano sugli uomini. Qui Camisasca e i musicisti (gli stessi dei primi album di Battiato, qui al VCS3) creano un tappeto sonoro cangiante che porta in mondi tenebrosi. A queste allucinazioni segue "John", descrizione iperrealistica di un incontro, grottesco e toccante, con un amico ridotto a fare il travestito: è uno dei momenti più intensi dell'album, grazie all'alternarsi di atmosfere acustiche ed elettroniche e alla voce grintosa di Juri.
La solenne e poetica "Un fiume di luce", è il solo momento di speranza del disco, un'illuminazione che, nel gran finale de "Il regno dell'Eden", diventa un delirio mistico, in cui il protagonista, identificatosi con Dio, è condannato a creare e impazzire per l'eternità: qui, le chitarre e il VCS3 dipingono un etereo e sinistro acquarello, che culmina con cori celestiali per finire con una folle filastrocca che sembra cantata da un uomo in stato di regressione all'infanzia. Così, tra lucidità e follia, si chiude "La finestra dentro", uno dei viaggi più coraggiosi nei meandri della psiche umana mai tentati in musica, che, pur mettendo a dura prova le orecchie, il cuore e la coscienza, affascina per la sconcertante attualità e per la ricchezza musicale, che fa scoprire nuovi particolari ad ogni ascolto.
recensione web

Formazione:
Juri Camisasca: voce, chitarra
Franco Battiato: VCS 3, tastiere
Pino Massara: tastiere
Maurizio Petra: chitarra
Gianni Mocchetti: chitarra, basso
Mario Ellepi: chitarra acustica
Gianfranco D'Adda: batteria
Lino Vaccina: percussioni
Gianfranco D'Adda: percussioni
Marco Ravasio: violoncello
Antonella Conz: voce
Rossella Conz: voce

Juri Camisasca - 01- Un galantuomo
Juri Camisasca - 02- Ho un grande vuoto nella
Juri Camisasca - 03- Metamorfosi
Juri Camisasca - 04- Scavando col badile
Juri Camisasca - 05- John
Juri Camisasca - 06- Un fiume di luce
Juri Camisasca - 07- Il regno dell'eden

tnx andrea1952
informazioni e link su
dopobasta.blogspot.com

2 commenti:

vitodibiasi ha detto...

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vitodibiasi ha detto...

Juri Camisasca - 01- Un galantuomo
Juri Camisasca - 02- Ho un grande vuoto nella
Juri Camisasca - 03- Metamorfosi
Juri Camisasca - 04- Scavando col badile
Juri Camisasca - 05- John
Juri Camisasca - 06- Un fiume di luce
Juri Camisasca - 07- Il regno dell'eden